Steve Sorrentino
Imprenditore. Innovation Manager. Autore.
Da oltre vent’anni vivo l’innovazione dalla parte di chi deve trasformarla in decisioni, imprese e risultati.
2045 – Il mondo che verrà nasce da qui: dal bisogno di capire dove stiamo andando, prima che il cambiamento diventi evidente a tutti.
Chi sono
Non osservo il cambiamento da fuori. Ci lavoro dentro.
Sono Steve Sorrentino, imprenditore e Innovation Manager riconosciuto dal MIMIT.
Da oltre vent’anni lavoro tra impresa, innovazione, tecnologia, finanza e sviluppo di nuovi progetti. Ho costruito aziende, seguito startup e PMI, affrontato trasformazioni, errori, crisi, ripartenze e cambiamenti di mercato.
Il mio lavoro mi porta ogni giorno a confrontarmi con una domanda molto concreta: cosa sta cambiando e quali conseguenze avrà sulle persone e sulle imprese?
Negli ultimi anni questa domanda è diventata molto più grande.
L’intelligenza artificiale, la robotica, le biotecnologie, la genomica, le neuroscienze, i nuovi sistemi energetici e la crescente capacità computazionale non stanno avanzando separatamente.
Stanno convergendo.
Ed è questa convergenza che, secondo me, cambierà profondamente il mondo nei prossimi vent’anni.
Perchè ho scritto "2045"?
Non sono un futurologo.
E 2045 non nasce per prevedere il futuro.
L’ho scritto perché credo che oggi abbiamo già abbastanza segnali per provare a comprendere la direzione in cui stiamo andando.
Mentre lavoravo al libro mi sono reso conto che il punto non era più chiedersi se l’intelligenza artificiale cambierà il lavoro, se i robot entreranno sempre più nella nostra quotidianità o se la medicina riuscirà a intervenire in modo sempre più preciso sul nostro organismo.
La domanda vera era un’altra: cosa succederà quando tutte queste trasformazioni avverranno contemporaneamente?
Ho iniziato così a mettere insieme tecnologie, dati, investimenti, ricerca scientifica, geopolitica, economia e trasformazioni sociali.
Il risultato è 2045 – Il mondo che verrà.
Un libro sul futuro, certamente.
Ma soprattutto un libro sulle decisioni che dobbiamo iniziare a prendere nel presente.
Il futuro, per me, non è un concetto astratto.
Mentre scrivevo queste pagine pensavo spesso ai miei figli.
Oggi hanno sei e nove anni.
Nel 2045 saranno adulti.
Il mondo che in questo libro provo a immaginare sarà semplicemente il loro presente.
È anche per questo che ho voluto capire cosa potrebbe accadere al lavoro, alla scuola, alla medicina, alla ricchezza, alle imprese, alle relazioni e perfino al significato che attribuiamo al tempo e alla vita.
Non per trovare risposte definitive.
Ma perché credo che comprendere prima un cambiamento significhi avere più possibilità di scegliere come affrontarlo.
Da dove guardo il futuro
Il mio punto di osservazione è quello dell’imprenditore.
Sono abituato a guardare una tecnologia chiedendomi non soltanto cosa sia capace di fare, ma cosa succederà quando diventerà sufficientemente economica, accessibile e diffusa da entrare nella vita di milioni di persone.
È lì che una tecnologia smette di essere soltanto innovazione.
Diventa economia.
Diventa lavoro.
Diventa comportamento.
Diventa società.
Ed è esattamente questo passaggio che ho cercato di raccontare in 2045.